martedì 12 gennaio 2021

Ceramica di Caltagirone Sicilia


 La Ceramica di Caltagirone è un tipo di ceramica elaborata nell'omonimo centro. È una delle più conosciute d'Italia, nonché una delle più documentate e stilisticamente variegate.


Le sue conoscenze storiche su quella medievale e moderna, al pari di quelle su gli altri centri isolani, si basano sulle ricerche recenti fatte nell'ambito della creazione del Museo della Ceramica, prima in seno alla locale Scuola di Ceramica e poi in sede propria sotto l'egida dello stato e della Regione Siciliana.








venerdì 8 gennaio 2021

Ettore Tito


 Ettore Tito (Castellammare di Stabia, 17 dicembre 1859 – Venezia, 26 giugno 1941) è stato un pittore e scultore italiano.Nel 1867 la sua famiglia si trasferì a Venezia, e il giovane Ettore vi frequentò l'Accademia.Al termine degli studi, si rivelò con il dipinto Pescheria vecchia nel 1887.


Fra i soggetti che rappresentò ci sono ritratti, soggetti marini, paesaggi ma anche soggetti mitologici e religiosi ispirati alla pittura veneta del XVIII secolo.

Nel 1933 fu incaricato del rifacimento del soffitto nella chiesa di Santa Maria di Nazareth, dove sostituì la decorazione di Giambattista Tiepolo che era andata distrutta nel 1917.
Sempre a Venezia realizzò per committenze private vari affreschi tra cui, ad esempio, quello del grande salone da ballo del Palazzo D'Anna Viaro Martinengo Volpi di Misurata, sempre in stile tiepolesco.

Il suo talento si espresse però, in maniera più completa, nel realismo della vita veneziana popolaresca.

Oltre che come studente, Tito frequentò l'Accademia di Belle Arti anche in qualità di insegnante; fra i suoi discepoli vi fu anche il pittore ferrarese Galileo Cattabriga e quello veneziano, Raffaele Boschini.

Fu anche uno scultore d'ispirazione classicheggiante.






mercoledì 30 dicembre 2020

Manifattura Ferniani Faenza


 FERNIANI (Farignani, Frignani). - Famiglia di imprenditori della ceramica attiva a Faenza, in provincia di Ravenna.


I Ferniani  si distinsero nel Modenese e in particolare nella zona di Frignano, loro terra d'origine (d'onde il nome) dove ebbero proprietà e feudi sin dal dodicesimo secolo. Dai primi del XIII ebbero un ruolo importante nella vita politica del Comune di Modena; all'inizio del sec. XV si stabilirono a Brisighella e dalla metà del sec. XVI si insediarono a Faenza, dove ebbero cariche, onori e un grande palazzo.




L'attività della manifattura iniziò con AnnibaleCarlo, figlio di Gasparo e di Elisabetta Carroli (Minghetti, 1939,  nato a Faenza nel 1636.




Caratteristica costante delle maioliche Ferniani di questo periodo è la tendenza ad eguagliare la purezza della porcellana e ad imitarne la decorazione. Annibale riuscì a procurarsi numerosi e rari campionari di porcellana, specialmente cinese e giapponese, che servirono alla creazione di nuovi motivi decorativi, quali "il garofano", "il casotto" o "la pagoda". Fra questi fu "di particolare importanza il decoro "al garofano" con al centro un giardino d'ispirazione orientale che, introdotto nella manifattura fra il 1765 e il 1766, ha ancora oggi importanza nella ceramica di ispirazione classica tanto da essere forse il motivo più noto anche all'estero"












https://www.prolocofaenza.it/it/news/news-559-riapre-la-fabbrica-ferniani-visita-guidata-alla-collezionemuseo-delle-ceramiche-ferniani/


sabato 26 dicembre 2020

Luisa Spagnoli


 LA CREATRICE DEL CIOCCOLATINO PIÙ AMATO AL MONDO, IL BACIO.

LUISA SPAGNOLI 

Bell’esempio di imprenditoria femminile, Luisa Spagnoli nasceva a Perugia in una famiglia umile il 30 ottobre 1877. Inizia la sua carriera quando, con il marito, rileva una drogheria e, pur non essendo esperta di dolciumi, produce dei suoi confetti. Dotata di grande istinto imprenditoriale fonda una fabbrica di dolci avendo come socio il figlio di quel Buitoni del pastificio. Per non sprecare ciò che avanzava della lavorazione di un tipo di cioccolatino, la Spagnoli ha l’idea di crearne un'altro, con una nocciola intera nel mezzo, e con grande intuizione gli diede un nome attraente: “Bacio”. Sì, proprio quello che ora è diventato un prodotto simbolo della Perugina, famoso in tutto il mondo. Mentre si lanciava anche in un’altra impresa, quella della lana dei conigli d’angora - che poi portò i nipoti alla creazione dei negozi monomarca - crescevano i dipendenti delle fabbriche, soprattutto donne. Proprio perché ne conosceva le esigenze e i bisogni l'imprenditrice volle garantire loro l’asilo in fabbrica e il congedo pagato per maternità. E, sempre attenta al benessere dei suoi dipendenti, fece loro avere anche corsi di alfabetizzazione, case a schiera, la piscina e i doni natalizi per i loro bambini. Donna di successo, peccato che la sua vita si spense per un tumore alla gola a 57 anni, a Parigi, dove si era recata alla ricerca di in una cura risolutiva.

R. Cau


                                                      Il primo bacio
Luisa Spagnoli è un’imprenditrice innovativa. Dalla sua intuizione nasce il cioccolato Luisa®, l’inconfondibile fondente Perugina®. La svolta arriva nel 1922: Luisa si accorge che il cioccolato e la granella di nocciole non usate in azienda, a fine giornata, vengono buttati.
Inventa un cuore di gianduia e granella di nocciole, un cioccolatino simile alla nocca di una mano, il “Cazzotto” che Giovanni Buitoni rinominerà Bacio® Perugina®. Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni: due personaggi straordinari che condividono una storia di successo, che troverà corrispondenza anche sul piano sentimentale.
Il Bacio Perugina che, ancora oggi, è uno dei prodotti di punta dell’azienda nacque inizialmente col nome di “cazzotto”. La forma della pralina, infatti, ricordava vagamente quello di una mano chiusa a pugno.

Il problema viene risolto unendo tre grandi menti: quella della misurata, riservata ed elegante Luisa, quella di Giovanni Buitoni, antesignano di quello che oggi, semplicemente, chiamiamo marketing, e di Federico Seneca, pubblicitario di successo. Giovanni Buitoni, infatti, diede l’iconico nome “bacio” – in onore dell’omonimo quadro di Francesco Hayez – alla pralina e Federico Seneca ebbe l’intuizione di inserire, nel cartiglio del cioccolatino, un messaggio d’amore. Fu un successo immediato, un successo che dura ancora oggi.

 Uno dei tanti gadget che contengono i baci, personalmente ne ho collezionato parecchi per mia figlia



Alla fine della prima guerra mondiale, si lancia anche in una nuova impresa: l'allevamento del pollame e dei conigli d'angora. I conigli non vengono uccisi e neanche tosati, ma amorevolmente pettinati per ricavare la lana d'angora per i filati. Nasce nel sobborgo di Santa Lucia l'Angora Spagnoli per le creazioni di scialli, boleri e indumenti alla moda. La segnalazione alla Fiera di Milano come "ottimi prodotti" spinge Luisa a moltiplicare gli sforzi: sono 8.000 gli allevatori che mandano a Perugia per posta il pelo pettinato via da almeno duecentocinquantamila conigli.
Nasce l’Angora Spagnoli, la prima vera pietra miliare di quella che, poi, sarà una firma di vero successo mondiale. Crea indumenti alla moda, boleri e scialli nati dalla creatività di Luisa Spagnoli.
I prodotti vengono pubblicizzati inserendo guanti e calzini di lana nelle uova di Pasqua Perugina. Un’altra idea che dobbiamo a Luisa, sino ad allora nelle uova di Pasqua non c’erano le “sorprese”.







https://www.perugina.com/it/mondo-perugina/luisa-spagnoli


lunedì 21 dicembre 2020

Fabbrica Verdinelli

 

Francesco Maria Verdinelli nacque nel 1760 a Monte Milone da Giuseppe Maria Verdinelli e Piera Perini. Il padre, piccolo possidente terriero lo avviò alla professione di ceramista, probabilmente già in giovane età, mandandolo a lavorare presso la fabbrica della Porta del Colle, l'unica allora esistente all'interno del territorio comunale, dove il proprietario Catervo Ferrini, non avendo avuto figli, ebbe presto modo di affezionarsi ad un giovane pieno di talento e iniziativa.







https://pollenzaedintorni.blogspot.com/2019/07/la-ceramica-di-pollenza-parte-terza.html


Villa Carlotta, lago di Como, video